Archive for November, 2008

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«Non è chiaro: quel docente merita un 2»

November 12, 2008

Fra gli studenti iscritti alla facoltà di scienze politiche della Statale di Milano i più sfortunati sono senza dubbio quelli che seguono le lezioni del professor 5155. È un docente del corso di scienze dell’amministrazione. Di lui si sa soltanto che colleziona voti bassissimi nelle pagelle degli studenti: 2 in «esposizione della materia», 2 in «capacità di suscitare interesse», 4 in «reperibilità», ancora 4 in «puntualità nel dare informazioni sugli esami» e «correttezza nei confronti degli studenti», infine 2 in «adeguatezza del materiale didattico fornito».Impossibile risalire alla sua identità, per motivi di privacy i nomi dei docenti sono sostituiti con un codice. Nonostante la volontà dell’ateneo di favorire la massima trasparenza. Da ieri le valutazioni che i ragazzi hanno fatto dei loro prof sono pubbliche e consultabili on line. Sul sito dell’università una tabella mostra, docente per docente, l’indice di gradimento calcolato su diversi parametri: chiarezza, capacità di stimolare l’attenzione, puntualità, disponibilità, tempestività nel dare informazioni e correttezza. I voti riguardano tutti i 219 professori di scienze politiche. Due docenti prendono 5 in «esposizione della materia», un altro deve accontentarsi di un 4 in «disponibilità». Altri due risultano ampiamente insufficienti in «puntualità».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305406

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L’università punta sulla demagogia

November 12, 2008

Con tutta la confusione che c’è adesso all’università, c’è anche il rischio di aggiungere altra confusione con la demagogia. Finalmente un obiettivo è chiaro: la scadente qualità dei docenti, cioè un problema che si è incancrenito attraverso un sistema concorsuale che poteva anche funzionare se fossero stati onesti i rettori, i presidi e gli stessi docenti chiamati a giudicare. Questo non è avvenuto e ora, per l’immediato, mi auguro che il ministro Gelmini non si lasci ricattare dalle lobby accademiche e vari un regolamento che preveda il sorteggio puro e semplice, senza tante manfrine, per la nomina dei commissari nei prossimi concorsi a cattedra, che si sarebbero comunque dovuti sospendere.Per sottolineare la pochezza della nostra classe docente universitaria si pensa di dare i voti ai docenti per dimostrare ciò che è già ampiamente dimostrato. Cioè le loro carenze. In questo Paese, però, in cui la demagogia è di casa quando non si sa più che pesci prendere, s’è pensato che i voti ai docenti li debbano dare gli studenti.Supponiamo un quadro di normalità. Gli studenti vanno a scuola per imparare dai professori. Dunque, come fanno gli studenti a sapere quello che dovrebbero sapere i professori per essere bravi docenti? Il voto dello studente al professore presuppone che lo studente ne sappia come il professore ed eventualmente qualcosa in più. È evidente l’idiozia del controsenso.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305402

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November 10, 2008

All’arbitro neozelandese di rugby Lawrence che, dopo aver sbagliato giudizio sulla meta decisiva dell’Australia davanti ai 30mila di Padova, ha chiesto scusa all’Italia. Se accadesse spesso forse ci sarebbe meno rabbia in giro. Già. Forse.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304991

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E la bianca? Dov’è a regola d’arte

November 10, 2008

Bianca, sottile e croccante, più simile ad una focaccia che alla pizza napoletana, che, invece, è alta e dal cuore morbido: la pizza bianca, come si chiama nella Capitale, o «alla romana», come si dice nel resto d’Italia, è inserita dalla Camera di Commercio capitolina tra i «prodotti romaneschi» da non dimenticare di provare nel caso si faccia turismo enogastronomico nella Capitale. Nata per caso e necessità, veniva usata dai fornai per stabilire la giusta temperatura dei forni a legna per la panificazione, è fatta con «un impasto di farina, acqua, sale, malto, lievito di birra e olio». Ma dove trovare la «bianca» perfetta? Non mancano gli indirizzi. Si comincia dal Forno di Campo de’ Fiori (piazza Campo de’ Fiori 22; 0668806662), noto per le sue lunghissime teglie di pizza bianca, che, in vicolo del Gallo, propone anche con diverse farciture. Come spezzafame o vero e proprio pasto. Viene sfornata calda a tutte le ore del giorno all’antico forno Roscioli (via dei Giubbonari 21; 066875287), che da ben tre generazioni garantisce di seguire la ricetta genuina e tradizionale: «Farina, acqua, sale, lievito, zucchero e una lunga lievitazione naturale». Produzione pressoché ininterrotta pure alla Renella (via del Moro 15; 065817265), dalla semplice bianca con olio extravergine di oliva, a quella con salsiccia e patate. Invoglia già al primo sguardo la pizza di Panella, sia semplice sia condita (via Merulana 54; 064872344).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305058

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La lezione di McCain non fa breccia nell’opposizione italiana

November 10, 2008

Buongiorno Direttore.Immagino riceverete molta corrispondenza e non sarà facile essere preso in considerazione, ma non riesco più a tenermi dentro alcune riflessioni che penso sia anche mio dovere esternare, altrimenti si sentono sempre solo quelli che gridano di più nelle piazze, nelle università, negli asili.Alle ultime elezioni ho dato la mia fiducia, e quindi il mio voto, alla parte politica risultata vincente con margine più che ampio. Mi pare che si stiano dando da fare e che stiano lottando, pur con difficoltà e mille intralci di una decrepita istituzione, per non far passare troppo tempo tra una decisione e l’altra: anche perché se no rischiamo ancora una volta paralisi e ulteriore decadenza. Sento però dire dall’opposizione che loro sono migliori di me (e quindi di tutti quelli che hanno votato come me). Devo dire di sentirmi offeso da questa pinzillacchera, anche perché sarò magari peggiore di loro, ma loro non lo sanno e quindi non lo devono poter dire. Sento anche che tutta l’Italia sarebbe sempre in disaccordo con le proposte e/o le decisioni del governo, e sembrerebbe proprio vero guardando la televisione, sentendo la radio e leggendo molti giornali, salvo poi che la realtà di tutti i giorni e la gente comune smentiscono nei fatti questa impressione: almeno dalle mie parti non sono poi così tanti che si scaldano per protestare contro cose che in fondo ritengono giuste (studenti compresi). Mi farebbe piacere che ci fosse un’opposizione intelligente e che avesse davvero a cuore il miglioramento del mio Paese e che non si fermasse come al solito alle antipatie personali: penso anzi che questo sarebbe un mio diritto (visto che tutti parlano sempre solo di diritti e i doveri se li dimenticano).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305005